Alito pesante o cattivo

991a589c_user • 29 settembre 2026

se il sorriso è il nostro biglietto da visita il nostro alito non è da meno.

Spesso non ci rendiamo conto che il nostro alito non abbia un odore gradevole come ci immaginiamo, poiché ci abituiamo a sentirlo. infatti il nostro naso non riesce a distinguere quando emana un cattivo odore, mentre le persone che ci circondano se ne rendono conto subito.


Soffrire di alitosi è una condizione frequente che può creare imbarazzo nella persona che ne soffre. Intervenire sull’alitosi e sulle sue cause è pertanto fondamentale per consentire al paziente di vivere le sue relazioni interpersonali serenamente, senza alcun disagio. Secondo una stima, il 25% degli individui soffre di questo disturbo nel corso della vita, mentre un 6% ne sarebbe addirittura affetto in maniera permanente.

Va però detto che non sempre l’alito cattivo è causato da particolari condizioni dei denti o della bocca, ma potrebbe provenire dallo stomaco o dalle vie respiratorieTuttavia, l’odontoiatra gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento di una corretta igiene orale e quindi nella riduzione della probabilità di sviluppare alitosi. 



Alitosi: cos’è

Al contrario di quanto si può pensare, l’alitosi – o bromopnea – non provoca soltanto il cattivo odore dell’alito, ma anche di cavità nasale, cavo orale e saliva. Proprio la secrezione salivare gioca un ruolo fondamentale nell’insorgenza di episodi di alitosi, dal momento che essa determina la detersione della bocca e il benessere dei tessuti. In caso di scarsa salivazione, l’ossigenazione della bocca si riduce e aumenta il rischio di permanenza di residui alimentari e di sostanze prodotte da batteri anaerobi tutti fattori che aumentano sensibilmente il rischio di alito cattivo.

Quando si parla di questa condizione, bisogna tuttavia usare molta cautela. Esistono infatti due tipi di alitosi:

  • Alitosi transitoria: si tratta del 90% degli episodi di bromopnea, definiti in questo modo per via della loro natura passeggera. Un esempio classico è l’alito pesante del mattino, in quanto la ridotta produzione di saliva durante la notte favorisce i fenomeni di putrefazione e il conseguente aumento di composti volatili solforati nella bocca. Analogamente, condizioni non patologiche che provocano secchezza della mucosa orale, o l’assunzione di determinati alimenti, possono favorire casi di alitosi transitoria. In genere basta lavare i denti per idratare il cavo orale e recuperare la naturale freschezza del respiro. Inoltre, il consumo di determinati alimenti, molto speziati fa sì che questi si percepiscano nel nostro alito.
  • Alitosi permanente: comprende quella minima parte di casi, circa il 10%, dove non è sufficiente l’igiene orale per eliminare la condizione di alito cattivo. In questi frangenti l’alitosi è spesso segno di una condizione patologica a carico del cavo orale, dell'apparato digerente o di una malattia sistemica che comprende l’alitosi tra i suoi sintomi, come per esempio il diabete.

Sulla base di queste considerazioni, non si può considerare l’alitosi di per sé una patologia. Essa è piuttosto una condizione che si sviluppa come conseguenza di altri fattori eterogenei, tra i quali solo alcuni di essi sono direttamente correlati all’ambito odontoiatrico. Tuttavia, una buona igiene orale domestica può ridurre notevolmente i casi di alitosi transitoria. L’intervento professionale del dentista è invece richiesto per trattare i casi di alitosi permanente.



Alitosi cause e rimedi


Nei casi di alitosi, cause non odontoiatriche possono essere:

  • Errate abitudini alimentari o consumo di particolari cibi (su tutti aglio e cipolla);
  • Malattie sistemiche dell’apparato digerente (l’incidenza di queste patologie è tuttavia minima);
  • Tabagismo;
  • Assunzione di farmaci;
  • Patologie che causano una produzione eccessiva di muco (influenza stagionale, bronchite…).

I fattori appena elencati hanno una responsabilità variabile sull’insorgenza di alitosi. Pur non essendo causata da infezioni orali o altre patologie odontoiatriche, l’alitosi può però essere una spia di problemi che possono ripercuotersi sul cavo orale. Ne è un esempio tipico il reflusso gastroesofageo. Questa patologia oltre a causare alitosi, rende difatti più acida la saliva esponendo i denti a erosione dello smalto e carie.

Anche una dieta squilibrata, ricca di zuccheri, alimenti salati e/o alcool riduce la saliva, provocando alitosi, esponendo al contempo bocca e denti a infezioni batteriche che se trascurate potrebbero richiedere l’intervento del dentista. Allo stesso modo il fumo può favorire carie dentali e alcuni farmaci provocano la xerostomia, anche conosciuta come secchezza delle fauci. Esiste dunque una stretta connessione tra salute del cavo orale e alitosi.

 

Tra le Cause odontoiatriche di questa condizione si possono includere:

  • Parodontite;
  • Gengivite;
  • Carie dentali;
  • Infezioni batteriche, tipo ascessi;
  • Accumulo eccessivo di placca e tartaro;
  • Cattiva igiene di protesi dentali.
  • Cattiva igiene dentale quando si ha l'apparecchio dentale
  • alterazione della quantità della saliva.


In questi casi di alitosi, le cause odontoiatriche favoriscono la proliferazione di batteri anaerobici che producono gas a base di zolfo, caratterizzati per l’appunto da un odore sgradevole. Nei casi in cui l’alitosi permanente è dunque provocata da gengiviti, parodontiti o altre malattie di origine batterica, sarà necessario trattare la specifica patologia per eliminare anche l’alito cattivo.

Se l’alitosi è correlata alle protesi, l’odontoiatra  può valutarne lo stato e correggerne l’aderenza a denti o gengive, oppure aiutare il paziente a prendersene cura in maniera più corretta.

Nei casi di xerostomia, ovvero scarsezza di produzione salivare, spesso dovuta a patologia sistemiche o per terapia invasive come chemio o radioterapia, l’odontoiatra può dare consigli su come migliorare questa situazione con una maggiore frequenza di ingestione di liquidi o con sostituti di saliva.

Tra i rimedi per l’alitosi è infine indispensabile citare l'ablazione  professionale del tartaro, che presso il nostro studio si chiama GBT, ovvero Guided biofilm therapy., poiche si elimina selettivamente il tartaro dentale, in maniera minimamente invasiva, non dolorosa ne fastidiosa.Sottoponendosi a regolari sedute di detartrasi è possibile rimuovere il tartaro in eccesso, mantenendo pulito il cavo orale e diminuendo l’azione nociva dei batteri responsabili dell’alitosi e di altre patologie odontoiatriche.



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